Torta fredda ai grisbì ricetta golosa e senza cottura

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Ingredienti per la base

200 grammi di biscotti semplici tipo frollini

2 cucchiai di nutella

4 grisbì

50 grammi di burro

Per la crema

200 grammi di panna ( va bene sia fresca che vegetale)

125 grammi di zucchero ( solo se usate la panna fresca)

250 grammi di philadelphia

4 grisbì

4 cucchiai di nutella

8 grammi di colla di pesce

2 cucchiai di   latte

Per decorare

100 grammi di cioccolato fondente

30 grammi di burro

grisbì

 

Torta fredda ai grisbì ricetta golosa e senza cottura

Procedimento

Per prima cosa mettere in ammollo la colla di pesce in acqua fredda.

Preparare la base, tritare i biscotti frollini ed i grisbì e metterli in una terrina con la nutella ed il burro fuso, mescolare benissimo e versare il tutto in una tortiera del diametro di 20/22 cm foderata con della carta forno, mettere la base in frigorifero e prepariamo la crema.

Montare la panna con lo zucchero ed unire la philadelhia e la nutella, sbriciolare i grisbì ed unirli alla crema, strizzare la colla di pesce e scioglierla nel latte caldo, unirla alla crema mescolando bene, riprendere la base e versare la crema livellando bene , rimettere la torta in frigorifero per circa 2/3 ore.

Per la glassa:

Sciogliere il cioccolato a bagnomaria o nel microonde ed unire il burro fuso, mescolare bene e versare la glassa sulla torta ( mi raccomando la torta deve essere rappresa).

Far solidificare la glassa in frigorifero per qualche minuto.

Servire la Torta fredda ai grisbì ricetta golosa e senza cottura con dei grisbì come decorazione.

“anche le pulci hanno la tosse”ma anche i sacchi vuoti cercano di riempirsi per sembrare più grossi.

Sacco vuoto o pulce con la tosse?

E bravo l’avvoltoio, così come il tuo degno ex compare, il ciambellano avido, ti permetti anche tu di decidere se agli altri (quelli che fanno quotidianamente quello che tu non hai mai fatto) tocca o non tocca quello di cui tu immeritatamente stai beneficiando!
“anche le pulci hanno la tosse”ma  anche i sacchi vuoti cercano di riempirsi per sembrare più grossi.

L. ANNAEI SENECAE EPISTULARUM MORALIUM AD LUCILIUM LETTERE A LUCILIO DI SENECA LIBRO I – I. SENECA LUCILIO SUO SALUTEM

L. ANNAEI SENECAE EPISTULARUM MORALIUM AD LUCILIUM LETTERE A LUCILIO DI SENECA

LIBRO I – I. SENECA LUCILIO SUO SALUTEM

[1] Ita fac, mi Lucili: vindica te tibi, et tempus quod adhuc aut auferebatur aut subripiebatur aut excidebat collige et serva. Persuade tibi hoc sic esse ut scribo: quaedam tempora eripiuntur nobis, quaedam subducuntur, quaedam effluunt. Turpissima tamen est iactura quae per neglegentiam fit. Et si volueris attendere, magna pars vitae elabitur male agentibus, maxima nihil agentibus, tota vita aliud agentibus. [2] Quem mihi dabis qui aliquod pretium tempori ponat, qui diem aestimet, qui intellegat se cotidie mori? In hoc enim fallimur, quod mortem prospicimus: magna pars eius iam praeterit; quidquid aetatis retro est mors tenet. Fac ergo, mi Lucili, quod facere te scribis, omnes horas complectere; sic fiet ut minus ex crastino pendeas, si hodierno manum inieceris. [3] Dum differtur vita transcurrit. Omnia, Lucili, aliena sunt, tempus tantum nostrum est; in huius rei unius fugacis ac lubricae possessionem natura nos misit, ex qua expellit quicumque vult. Et tanta stultitia mortalium est ut quae minima et vilissima sunt, certe reparabilia, imputari sibi cum impetravere patiantur, nemo se iudicet quicquam debere qui tempus accepit, cum interim hoc unum est quod ne gratus quidem potest reddere.

1 Comportati così, Lucilio mio, rivendica il tuo diritto su te stesso e il tempo che fino ad oggi ti veniva portato via o carpito o andava perduto raccoglilo e fanne tesoro. Convinciti che è proprio così, come ti scrivo: certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento. Ma la cosa più vergognosa è perder tempo per negligenza. Pensaci bene: della nostra esistenza buona parte si dilegua nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell’agire diversamente dal dovuto. 2 Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valore al suo tempo, e alla sua giornata, che capisca di morire ogni giorno? Ecco il nostro errore: vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata. Dunque, Lucilio caro, fai quel che mi scrivi: metti a frutto ogni minuto; sarai meno schiavo del futuro, se ti impadronirai del presente. Tra un rinvio e l’altro la vita se ne va. 3 Niente ci appartiene, Lucilio, solo il tempo è nostro. La natura ci ha reso padroni di questo solo bene, fuggevole e labile: chiunque voglia può privarcene. Gli uomini sono tanto sciocchi che se ottengono beni insignificanti, di nessun valore e in ogni caso compensabili, accettano che vengano loro messi in conto e, invece, nessuno pensa di dover niente per il tempo che ha ricevuto, quando è proprio l’unica cosa che neppure una persona riconoscente può restituire.

Alla fine scoprirai che le cose più leggere son le uniche
che il vento non è riuscito a portar via…
un ritornello antico
una carezza al momento giusto
lo sfogliare un libro di poesie
l’odore stesso che aveva un giorno il vento…

M. Quintana

“Non ce la faccio più”. Ci sono momenti in cui ci sentiamo con le spalle al muro, senza via di uscita. Ma proprio allora si possono aprire davanti a noi nuove opportunità. In quei momenti possiamo trasformare radicalmente la nostra vita, dalla sconfitta alla vittoria, dalla sfortuna alla felicità.

 

 

 

dalla “Mappa della felicità” di Daisaku Ikeda