PATÉ DI CECI E TONNO

PATÉ DI CECI E TONNO

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INGREDIENTI (per 4 persone)

  • 240 g di ceci lessati (peso sgocciolati)
  • 80 g di tonno (peso sgocciolato dall’olio)
  • 100 g di ricotta
  • 1 cucchiaio di capperi sott’aceto
  • qualche fogliolina di maggiorana
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe nero
  • qualche capperino per decorare

 

 

PROCEDIMENTO

Scolare i ceci dal loro liquido di conservazione e sciacquarli abbondantemente sotto acqua corrente.

Sgocciolare bene il tonno dall’olio di conservazione.

Mettere nel boccale di un mixer da cucina i ceci, il tonno, ila ricotta, i capperi, una generosa presa di sale, una macinata di pepe, qualche fogliolina di maggiorana ed un cucchiaio di olio.

 

Frullare fino ad ottenere una crema soffice (io ho usato il Bimby, ma va bene qualsiasi frullatore o mixer: non chiedetemi tempi e velocità perché sono andata ad occhio; un po’ di vel. 7, un po’ di vel. 5 raccogliendo, di volta in volta, la crema verso il centro del boccale con la spatola).

Trasferire il paté di ceci e tonno in una ciotola, aggiustare di sale se necessario ed, eventualmente, unire altro olio.

Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
soprattutto se sono ippocastani
soprattutto se passano dei bimbi
soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto, quel giorno,
una buona notizia
soprattutto se il cuore, quel giorno,
non mi fa male
soprattutto se credo, quel giorno,
che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno
mi sento d’accordo
con gli uomini e con me stesso.
(Nazim Hikmet)

Sindrome dell’impostore: lo strano timore delle persone capaci

Di sindrome dell’impostore soffrono, in genere, quelli che impostori non sono.
Curioso, no? Ecco di che si tratta: sindrome dell’impostore è un modo informale e non tecnico per definire la strana condizione mentale di chi, avendo ottenuto ampi e ripetuti riconoscimenti del proprio valore e una (meritata) dose di successo, di quel successo si sente indegno o immeritevole, e continua a sentirsi così nonostante ogni oggettiva evidenza contraria. Mi colpisce a questo proposito il breve articolo uscito su Le Scienze: la storia di una studentessa di matematica che, dopo un esame eccellente, riceve la proposta di scrivere una tesi di dottorato.
Rinuncerà a farlo per il timore di “essere smascherata”, anche se in realtà ha studiato molto ed è perfettamente preparata.

NESSUNO È IMMUNE. BBC News racconta che soffrono di sindrome dell’impostore scrittori e musicisti, uomini d’affari, professionisti. Le donne, specie quelle che ottengono buoni risultati in ambienti di lavoro prettamente maschili, ne soffrono più degli uomini. Ma nessuno è immune, e anche se il fenomeno è stato identificato per la prima volta negli anni Settanta, gli psicologi dicono che sembra essere sempre più diffuso nel mondo odierno, ipercompetitivo ed economicamente insicuro.
Aggiungo che l’aggressività diffusa in rete contro chiunque, per qualsiasi motivo, abbia conquistato una dose di visibilità non semplifica certo le cose.

PENSIERO CRITICO E SENSO DEL DOVERE. Il fatto curioso è che conseguire nuovi risultati positivi, guadagnarsi ulteriori riconoscimenti, far carriera o acquisire nuove conoscenze non sembra migliorare lo stato d’animo, anzi: il senso di inadeguatezza può anche crescere.
Le cause sono facilmente intuibili: teme di non essere all’altezza delle attese o della percezione altrui chi è più portato all’introspezione e al pensiero critico (e autocritico). Chi per motivi di educazione o semplicemente di stile trova imbarazzante pavoneggiarsi. Chi ha la (fondata, sana e realistica) consapevolezza di poter sbagliare, e si trova a confronto con persone che, almeno in apparenza, sono del tutto certe di essere nel giusto. Chi ha un forte senso del dovere, e del dover corrispondere alle aspettative sempre, e magari superandole.

 

Annamaria Testa

Lang Leav

Volersi bene

Una volta mentre correvo,
via da tutto ciò che mi perseguitava;
stavo per arrendermi alle tenebre –
a un insopportabile dolore.

Cercavo quell’unica cosa,
che avrebbe liberato la mia anima triste.

Col tempo la trovai per caso,
una pace e una quiete interiore;
e ora sto iniziando
a vedere e a credere
in ciò che sto diventando –
e in tutto quello che devo ancora essere.