“Contro tutto il veleno del mondo mi occorre un antidoto:
una favola, un amore, un bacio…”
(Claudio Visconti De Padua)

crema al cocco senza uova.

60 gr di cocco essiccato

500 ml di latte

3 cucchiai ( circa 50 gr) di amido di mais

2-3 cucchiai di zucchero

Preparazione

Fate riscaldare il latte, aggiungere il cocco, lo zucchero e l amido setacciato

Girate di continuo con la frusta Fino a raggiungere una bella crema densa

Togliete dal fuoco e mettetela a raffreddare in una ciotola

http://blog.cookaround.com/cucinarelax/

CREMA BOUNTY O CREMA AL COCCO

CREMA BOUNTY O CREMA AL COCCO
http://blog.giallozafferano.it/loti64/

500 ml di latte
50 g di zucchero
50 g di cocco essiccato
2 cucchiai scarsi di amido di mais
1/2 limone
1/2 cucchiaio di rum

PROCEDIMENTO:

In una pentola alta aggiungere il latte e unire il cocco, lo zucchero, l’amido di mais setacciato. Amalgamare bene il tutto.
Mettere sul fuoco e, continuando a mescolare, far cuocere per 15 minuti circa. Deve risultare una crema compatta, senza grumi.
Spegnere il fuoco, unire la scorza grattugiata del limone e il rum. Mescolare.
Versare il composto ottenuto in stampini inumiditi d’acqua.
Far rassodare in frigo per circa 3 ore.

Se avessi un pezzo di vita – di Gabriel Garcia Marquez

Se per un istante Dio dimenticasse che sono una marionetta di stoffa e mi regalasse un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto quello che penso, ma sicuramente penserei molto a quello che dico.
Darei valore alle cose, non per quello che valgono, ma per quello che significano.
Dormirei poco, sognerei di più’; capisco che per ogni minuto che chiudiamo gli occhi, perdiamo sessanta secondi di luce. Mi attiverei quando gli altri si fermano, e mi sveglierei quando gli altri si addormentano.
Ascolterei quando gli altri parlano e mi godrei un buon gelato di cioccolata.

Se Dio mi regalasse un pezzo di vita, vestirei in maniera semplice, mi sdraierei beato al sole, lasciando allo scoperto non solo il mio corpo ma anche la mia anima.
Dio mio, se io avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio e aspetterei l’uscita del sole. Dipingerei sulle stelle un sogno di Van Gogh, una poesia di Benedetti, e una canzone di Serrat; sarebbe la serenata che offrirei alla luna.
Annaffierei con le mie lacrime le rose, per sentire il dolore delle loro spine e l’incarnato bacio dei loro petali…

Dio mio, se avessi un pezzo di vita… non lascerei passare un solo giorno senza ricordare alla gente che le voglio bene, che l’amo. Convincerei ogni donna e ogni uomo che sono i miei preferiti e vivrei innamorato dell’amore.
Agli uomini dimostrerei quanto sbagliano nel pensare che si smette di innamorarsi quando si invecchia, senza sapere che si invecchia quando si smette di innamorarsi.
Ad un bambino darei delle ali, ma lascerei che impari a volare da solo. Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia ma con la dimenticanza.

Tante cose ho imparato da voi, uomini…
Ho imparato che tutto il mondo vuole vivere in cima alla montagna, senza sapere che la vera felicita’ e’ nella maniera di salire la scarpata.
Ho imparato che quando un neonato prende col suo piccolo pugno, per la prima volta, il dito di suo padre, l’ha afferrato per sempre.
Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare un altro uomo dall’alto, soltanto quando deve aiutarlo ad alzarsi.
Sono tante le cose che ho potuto imparare da voi, anche se più’ di tanto non mi serviranno, perché’ quando leggerete questa lettera purtroppo staro’ morendo.

Dì sempre ciò che senti e fa’ ciò che pensi. Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti guardo mentre ti addormenti,
ti abbraccerei fortemente e pregherei il Signore per poter essere il guardiano della tua anima.
Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti vedo uscire dalla porta, ti abbraccerei, ti darei un bacio e ti chiamerei di nuovo per dartene altri. Se sapessi che oggi è l’ultima volta che sento la tua voce, registrerei ogni tua parola per poterle ascoltare una e più volte ancora. Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti che ti vedo, direi “ti amo” e non darei scioccamente per scontato che già lo sai.

Sempre c’è un domani e la vita ci dà un’altra possibilità per fare le cose bene, ma se mi sbagliassi e oggi fosse tutto ciò che ci rimane, mi piacerebbe dirti quanto ti amo, che mai ti dimenticherò. Il domani non è assicurato per nessuno, giovane o vecchio. Oggi può essere l’ultima volta che vedi chi ami. Perciò non aspettare oltre, fallo oggi, perché se il domani non arrivasse, sicuramente compiangeresti il giorno che non hai avuto tempo per un sorriso, un abbraccio, un bacio e che eri
troppo occupato per regalare un ultimo desiderio.

Gabriel Garcia Marquez

CHE COS’È LA SOLITUDINE

MARIO BENEDETTI,

Ho portato con me delle vecchie cose per guardare gli alberi:
un inverno, le poche foglie sui rami, una panchina vuota.

Ho freddo, ma come se non fossi io.

Ho portato un libro, mi dico di essermi pensato in un libro
come un uomo con un libro, ingenuamente.
Pareva un giorno lontano oggi, pensoso.
Mi pareva che tutti avessero visto il parco nei quadri,
il Natale nei racconti,
le stampe su questo parco come un suo spessore.

Che cos’è la solitudine.

La donna ha disteso la coperta sul pavimento per non sporcare,
si è distesa prendendo le forbici per colpirsi nel petto,
un martello perché non ne aveva la forza, un’oscenità grande.

L’ho letto su un foglio di giornale.
Scusatemi tutti.

Insalata di patate e cozze

Ingredienti

Patate 3
Cozze 500 q.b.
Aglio 1 spicchio
Vino bianco (facoltativo) 1 cucchiaio
Sale g
Pepe q.b.
Olio extravergine d’oliva q.b.
Basilico 1 ciuffo

Preparazione

Lavare le cozze strofinandole con cure per eliminare tutte le impurità, tirare il filamento che fuoriesce dall’interno delle cozze.

Versare le cozze, l’aglio e il vino in una casseruola capiente, mettere sul fuoco. Appena cotte ed aperte levare dal fuoco e staccarle dalle valve.

Nel frattempo cuocere le patate, sbucciare e tagliare a cubetti. Lavare il basilico, asciugare delicatamente su un canovaccio e tenere da parte.

In un ciotola unire le patate, le cozze, sistemare di sale e pepe, l’olio extravergine d’oliva, ultimare con il basilico, mescolare tutto e servire.

da e di
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L’albatros

L’albatros
Sovente, per diletto, i marinai catturano degli albatri, grandi
uccelli marini che seguono, indolenti compagni di viaggio, il
bastimento scivolante sopra gli abissi amari.

Appena li hanno deposti sulle tavole, questi re dell’azzurro, goffi

e vergognosi, miseramente trascinano ai loro fianchi le grandi,
candide ali, quasi fossero remi.

Come è intrigato e incapace, questo viaggiatore alato! Lui, poco
addietro così bello, com’è brutto e ridicolo! Qualcuno irrita il
suo becco con una pipa mentre un altro, zoppicando, mima
l’infermo che prima volava!

E il poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell’arciere, assomiglia
in tutto al principe delle nubi: esiliato in terra, fra gli
scherni, non può’ per le sue ali di gigante avanzare di un passo.

Charles Baudelaire

Pasta risottata alle zucchine

Pasta risottata alle zucchine
http://blog.giallozafferano.it/mastercheffa/

Ingredienti per 4 persone:

320 gr di pasta tipo gnocchetti sardi (o altro formato di pasta corta)
6 zucchine medie
1 cipolla
4 fettine di provola
30 gr di parmigiano grattugiato
Sale, pepe
Olio d’oliva

Preparazione:

Tritare finemente la cipolla. Lavare bene le zucchine, toglierne le estremità ed eventuali parti rovinate della buccia.
Tagliare le zucchine a tocchetti molto piccoli (tagliarle prima per lungo in 8 strisce, poi procedere nell’altro verso prendendo le strisce a 4 a 4 e ricavando dei quadratini).
Far soffriggere in una pentola capiente la cipolla in un filo d’olio, poi aggiungere la zucchina e far insaporire a fiamma vivace per 3-4 minuti. Coprire d’acqua a filo con la zucchina e salare. Far cuocere per circa 30 minuti aggiungendo acqua se necessario. Aggiustare di sale e di pepe, poi versare la pasta nel brodo di zucchine e far cuocere mescolando spesso affinché la pasta non si attacchi al fondo.
Mentre la pasta cuoce, tagliare a dadini piccoli la provola.
Quando la pasta è cotta, spegnere il fuoco, aggiungere il parmigiano grattugiato e la provola a cubetti in pentola ed amalgamare bene.