Crostini di Polenta con Speck e Formaggio

N° di persone:
Ingredienti: 300g farina di mais giallo o farina per polenta, 1,5lt acqua, sale grosso, 105g speck, 105g formaggio che fonde, 45g parmigiano grattugiato, pepe
Preparazione:

passo1:
Preparare la polenta lasciandola sul fuoco e girandola continuamente, in modo da renderla il più dura possibile.

passo2:
Inserire la polenta in un contenitore rettangolare e lasciarla raffreddare a temperatura ambiente e, successivamente, in frigo.

passo3:
Quando la polenta risulta ben compatta, tagliare i crostini con uno spessore di circa mezzo centimetro ed infornarli sotto il grill per circa 7-10 minuti.

passo4:
Durante la cottura dei crostini, tagliare lo speck a listarelle di circa 3-4 ml di spessore, e il formaggio.

passo5:
Sfornare i crostini e farcirli con lo speck, il formaggio e il parmigiano che formerà una crosticina croccante.

passo6:
Infornare di nuovo sotto il grill per far sciogliere il formaggio e abbrustolire lo speck. Servire con una spolverata di pepe.

Crostini Al Radicchio

Crostini Al Radicchio

N° di persone:
Ingredienti: ¼ filoncino pane bianco, ¼ cespo radicchio di chioggia, ¼ cipolla bianca, ½ formaggio caprino, olio d’oliva, aceto di vino, sale
Preparazione:

In un tegame fai scaldare due cucchiai d’olio e lascia dorare la cipolla tagliata a fettine molto sottili. Quando la cipolla è diventata trasparente unisci i caprini e mescola il tutto riducendolo a una crema. Regola il sale. Taglia a striscioline il radicchio e mescolalo alla crema tenendo il composto sul fuoco mezzo minuto o giusto il tempo per amalgamare bene il tutto. Ritira dal fuoco, spruzza il composto con un po’ di aceto e mettilo a mucchietti sulle fettine di pane.

“Tutto il mondo è un palcoscenico.» È vero. Il mondo è un palcoscenico e gli uomini sono attori, ma alcuni devono essere anche spettatori. E questi ultimi sono quelli più dotati di ricchezza interiore.”

“Tutto il mondo è un palcoscenico.» È vero. Il mondo è un palcoscenico e gli uomini sono attori, ma alcuni devono essere anche spettatori. E questi ultimi sono quelli più dotati di ricchezza interiore.”

(Jacques Tati, Questo buffo buffo mondo)

io allora vivrò in pace in una casetta alla periferia di qualcosa, godendomi una tranquillità in cui non dovrò fare il lavoro che comunque anche ora non faccio e cercando, per continuare il mio non fare niente, scuse diversa da quelle con le quali oggi evito il confronto con me stesso. Oppure sarò ricoverato in qualche ospizio per poveri, pago della mia completa sconfitta e confuso fra quei relitti umani che pensavano di essere geniali e invece erano solo mendicanti carichi di sogni; io, insieme alla massa anonima di coloro che non ebbero la forza per vincere e neppure la generosa rinuncia per vincere alla rovescia. Dovunque sia, proverò nostalgia per il principale, il signor Vasques, per questa stanza di Rua dos Douradores. E la monotonia della vita sarà per come il ricordo degli amori che non ebbi, o dei trionfi che non sarebbero mai stati.

Fernando Pessoa, “Il libro dell’inquietudine”

Niente è mai veramente perduto,
o può essere perduto.
Nessuna nascita, forma, identità
– nessun oggetto del mondo.
Nessuna vita, nessuna forza,
nessuna cosa visibile;
L’apparenza non deve ostacolare,
né l’ambito mutato confonderti il cervello.

 

– Walt Whitman

Vorrei che tu venissi da me
in una sera d’inverno e,
stretti insieme dietro i vetri,
guardando la solitudine
delle strade buie e gelate,
ricordassimo gli inverni delle favole,
dove si visse insieme senza saperlo.

Dino Buzzati

Niente è mai veramente perduto,
o può essere perduto.
Nessuna nascita, forma, identità
– nessun oggetto del mondo.
Nessuna vita, nessuna forza,
nessuna cosa visibile;
L’apparenza non deve ostacolare,
né l’ambito mutato confonderti il cervello.

– Walt Whitman