Sei bella.

Sei bella.

E non per quel filo di trucco.

Sei bella per quanta vita ti è passata addosso,

per i sogni che hai dentro

e che non conosco.

Bella per tutte le volte che toccava a te,

ma avanti il prossimo.

Per le parole spese invano

e per quelle cercate lontano.

Per ogni lacrima scesa

e per quelle nascoste di notte

al chiaro di luna complice.

Per il sorriso che provi,

le attenzioni che non trovi,

per le emozioni che senti

e la speranza che inventi.

Sei bella semplicemente,

come un fiore raccolto in fretta,

come un dono inaspettato,

come uno sguardo rubato

o un abbraccio sentito.

Sei bella

e non importa che il mondo sappia,

sei bella davvero,

ma solo per chi ti sa guardare.

Angelo De Pascalis

quell’estraneo che vive nello specchio mi guarda nel modo di chi cerca di ricordarsi chi sono io…

Mario Quintana

Albeggia
un bicchiere di cristallo
sul tavolo
inventa tutti i colori dell’arcobaleno…

Diario di viaggio
il poeta è stato visto da un fiume
da un albero
da una strada…

L’alba degli amanti
chi avrà lasciato
mentre ci amavamo
quel catino di luce davanti alla nostra porta?

Chi siamo
quell’estraneo che vive nello specchio
mi guarda nel modo
di chi cerca di ricordarsi chi sono io…

L’offerta votiva
io volevo portarti dei versi bellissimi
ti porto invece queste mani vuote
che prendono a poco a poco la forma dei tuoi seni
Notturno
Quella ultima finestra accesa
Nel caseggiato
sono io…
Hai Ku
In mezzo a un ossario
Un teschio mi faceva l’occhiolino…
C’era una lucciola dentro di lui.
Estate
Quando le scarpe stridono
chi l’avrebbe mai detto
sono i tuoi piedi che cantano.
I grilli
Cantano tutta la notte
non sapevi?
I grilli sono i poeti morti…

 

Albert Camus. «Nel bel mezzo dell’odio, ho trovato che c’era, dentro di me, un invincibile amore. Nel bel mezzo delle lacrime, ho trovato che c’era, dentro di me, un invincibile sorriso. Nel bel mezzo del caos, ho trovato che c’era, dentro di me, un’invincibile calma. Nel bel mezzo dell’inverno, ho infine imparato che vi era in me un’invincibile estate. E che ciò mi rende felice. Perché afferma che non importa quanto duramente il mondo vada contro di me, in me c’è qualcosa di più forte, qualcosa di migliore che mi spinge subito indietro».

Non tutti vogliono dirigere un’azienda. Non tutti vogliono essere i più grandi campioni del paese o far parte di svariati consigli d’amministrazione, non tutti vogliono avere i migliori avvocati, non tutti vogliono aprire gli occhi la mattina sul trionfo o la rovina nei titoli di giornale. Qualcuno non vuole andare in tivù, alla radio, sui giornali. Qualcuno vuol vedere il film, non esserci dentro. Qualcuno vuol fare il pubblico. Qualcuno vuol essere una ruota dell’ingranaggio. Non perchè è costretto, ma perchè lo vuole. Una pura questione matematica.. Così io me ne stavo seduto. Qui. Qui in giardino, e non avrei voluto essere in nessun altro posto al mondo. John Harstad