Carlo Sgorlon (1930 – 2009), scrittore italiano.

Citazioni 

  • Il povero soldato fu condannato a morte | lontan dalla consorte, vicino al colonnel.. (p. 9)
  • Il destino di noi soldati è quello di uccidere uomini che sono già tutti condannati a morte dalla natura. Non è pazzesco? (p. 29)
  • Non bisogna pensare troppo, a questo mondo. Se no si diventa matti. (p. 29)
  • La guerra, cammina cammina, dopo aver girato per l'Africa, i Balcani, la Russia, la Scandinavia, la Francia era arrivata anche in Friuli, e adesso Dio solo sapeva cosa sarebbe successo. La guerra era come la grandine, che girava a capriccio, e a chi toccava toccava. (p. 44)
  • Il Friuli e la steppa si somigliano almeno in una cosa.
    Ossia?
    Nei nostri cimiteri sono seppelliti molti italiani, e nei vostri molti cosacchi. Una specie di gemellaggio nella morte. (p. 128)
  • Se nella battaglia senti l'odore della terra, invece di quello degli spari, per te ci può essere salvezza. (p. 195)
  • La terra è madre. Da essa veniamo e ad essa torneremo. In essa ci seppelliranno quando sarà finita. La terra è il principio e la fine, e tutto il resto non è che favola. (p. 195)


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