Non esiste nessuno a cui piaccia la solitudine. È solo che odio le delusioni. (Haruki Murakami)

Apri di più il tuo cuore, non sei prigioniero. Sei un uccello che vola nel cielo alla ricerca di sogni.

Così funziona il cuore. Non è qualcosa di uniforme. È come il corso di un fiume. Si adatta alla forma delle cose.

È difficile esprimere a parole le sensazioni che si provano. Tutti ci provano in tanti modi, ma quasi nessuno ci riesce.

È perché si hanno delle aspettative che si rimane delusi.

Esiste anche questo al mondo, la tristezza di non poter piangere a calde lacrime. È una di quelle cose che non si può spiegare a nessuno, e anche se si potesse, nessuno capirebbe. È una tristezza che non può prendere forma, si accumula quietamente nel cuore come la neve in una notte senza vento.

Io non lo so bene cosa sia il cuore. Che significato esatto abbia, in che modo sia meglio usarlo… per me è soltanto una parola.

Mi bastava abbandonare al vento il mio cuore, come gli uccelli. Perché non potevo buttarlo via, mi dissi. A volte era pesante e cupo, era vero, ma succedeva anche che portato in volo dal vento riuscisse a vedere attraverso l’eternità.

Quando una persona decide di perseguire un risultato, le viene naturale considerare tre cose: Quanto ha già conseguito? A che punto si trova? Cos’ha ancora da fare? Se questi tre parametri vengono meno, restano solo la paura, la mancanza di fiducia in sé e la spossatezza.

Se la gente non ha più il cuore è perché ha lasciato morire la propria ombra.

Se non c’è l’amore, il mondo è come se non esistesse. […] Un mondo senza amore è come il vento che soffia fuori dalla finestra. Non lo si può sentire sulle mani, non se ne percepisce l’odore.

Se qualcuno avesse aperto la finestra, messo dentro la testa e mi avesse gridato:”La tua vita è un fallimento!” non avrei avuto nessuna prova per negarlo.

Stando a lungo al buio, il buio diventa la condizione normale, è la luce che finisce per sembrarci innaturale.

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