Doriano Fasoli

Madre – per una volta almeno
non puoi stringermi a te
disserrare le mie labbra
limitarmi il dolore?

Da qui – per quanto tempo –
da questa stanza attigua alla cucina
(dove oggi sei,
dove sei sempre stata fino a ieri
alle prese con lo stiro e col bucato)
oh madre ad invocarti inaudito
e al tuo cuore
solo come il mio
parlare avrei voluto e insieme a te
decifrarne i dolenti
segni della solitudine

Ma che io abbia avuto a sprofondare
lentamente oppure ad avanzare
troppo a lungo ho taciuto
e né tu né io
abbiam saputo leggere nel pianto

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