Vorrei che tu per una volta te ne fregassi.
Che imparassi a dire di no, come sanno dirlo gli altri.
Senza per questo sentirti in colpa.

Vorrei che non pensassi di essere sempre meno di chi ti sta intorno.
Che non ti domandassi ogni volta: «Dove ho sbagliato?».

Vorrei che ti rendessi conto che la gente smette di chiedersi il perché di un errore già un minuto dopo che l’errore è avvenuto.
Perché a nessuno importa di trovare un senso agli sbagli, mentre tu lo pretendi.
Tu in assenza di senso ti senti mancare.

Vorrei che imparassi a difendere i tuoi sogni dal cinismo del mondo, senza per questo sentirti stupida.
Che comprendessi che non sempre è giusto preoccuparsi degli altri, se gli altri sono gli stessi che non si preoccupano di te e poi tu sei costretta a raccoglierti l’anima fatta a pezzetti.

Vorrei che capissi che sono i sogni che fai a renderti unica.
Più quelli che fai ad occhi aperti che ad occhi chiusi.

Vorrei che non ti sentissi mai poco bella per l’amore.
E neanche poco romantica.
O troppo vecchia.
O troppo grassa.
O semplicemente sbagliata.

Vorrei che sapessi che l’amore è un diritto di tutti e che nessuno dovrebbe accettare di vivere senza.
Neanche tu.

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