GIOVANNI BERTACCHI

VOCI E PRESENZE FIOCHE OMBRA

Fummo per poco in un grand’orto in fiore;poi ciascuno tornò l’anima solariaffacciata alla sua landa brulla.Fummo… Oh certo imparò tutto il dolorechi ne’ suoi giorni udì questa parola,questo tonfo dell’anima nel nulla.7

 

Tu spigolavi le pervinche prime,folleggiante bambina in Val di Sieve,quand’io ventenne sulle rezie cimemovea cantando a salutar la neve.Poi con gli anni crescesti, e inconsaputadella morente gioventù nei fidiraccoglimenti forse io ti travidi,indefinita idea, forma incompiuta.Un giorno, alfin, tu mi chiamasti; ascosanel mister la persona, a’ miei dì tristi,di lontano, così, la dolce rosad’una seconda giovinezza offristi.E ti vidi. Ridean gioia infinitala conca d’Arno e la Città del fiore;di campane squillò, pieno, un clangore,ed io t’ebbi sul cuor, bianca e smarrita.Or dove sei? Su quella inenarrataestasi che tuttora il cuor mi ammalia,ond’io vissi con te, da te svelata,tutta la dolce poesia d’Italia,calò lento il destino e agli occhi mieiti riascose in lontananze amare:quale io ti veggo qui, sul limitaredei velati miei canti, ombra tu sei

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