Category: pensieri

  Oscar Wilde, A mia moglie E quando il vento invernale raggeli / La terra disamorata / Esso bisbiglierà del giardino / E tu capirai.  

  Cosi è, sono fermo nel mio convincimento: fuggi i molti, fuggi i pochi, fuggi anche l’uno: non ho una persona colla quale ti veda volentieri in comunione di spirito. Vedi quale stima io faccio di te: oso affidarti a te stesso. Cratete, come si racconta discepolo di quello Stilbone che ho ricordato nell’altra lettera, [Continue]

Un po’ di calma, un po’ di silenzio, un po’ di dubbi, un po’ di debolezza, un po’ di curiosità, un po’ di domande, un po’ di ambiguità, un po’ di pensiero, un po’ di cura, un po’ di solitudine, un po’ di spavento, un po’ di forse, un po’ di chissà, un po’ di [Continue]

La morte non è niente di Henry Scott Holland La morte non è niente.       Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che [Continue]

Al mio ritorno a casa, mia madre, mi propose di bere, contrariamente alla mia abitudine, una tazza di tè. Dapprima rifiutai,poi,non so perché, cambiai idea. Mandò a prendere di quei dolci corti e paffuti che si chiamano Petites Madeleines e che sembrano modellati dentro la valva scanalata di una ” capasanta”. E ,subito, meccanicamente, oppresso dalla giornata uggiosa e dalla prospettiva di un domani malinconico, mi portai alle labbra un cucchiaino di tè nel quale avevo lasciato che si ammorbidisse un pezzetto di madeleine . Ma nello stesso istante in cui il liquido al quale erano mischiate le briciole del dolce raggiunse il mio palato, io trasalii, attratto da qualcosa di straordinario che accadeva dentro di me. Una deliziosa voluttà mi aveva invaso, isolata, staccata da qualsiasi nozione della sua cosa. Di colpo mi aveva reso indifferenti le vicissitudini della vita ,inoffensivi i suoi disastri, illusoria la sua brevità, agendo nello stesso modo dell’ amore, colmandomi di un’ essenza preziosa: o meglio, quell’ essenza non era dentro di me, io ero quell’ essenza. Avevo smesso di sentirmi mediocre, contingente mortale.