Category: poesie

L FUTURO E so molto bene che non ci sarai. Non ci sarai nella strada, non nel murmure che sgorga di notte dai pali che la illuminano, neppure nel gesto di scegliere il menù, o nel sorriso che alleggerisce il “tutto completo” delle sotterranee, nei libri prestati e negli arrivederci a domani. Nei miei sogni [Continue]

Le golose Io sono innamorato di tutte le signore che mangiano le paste nelle confetterie. Signore e signorine – le dita senza guanto – scelgon la pasta. Quanto ritornano bambine! […] C’è quella che s’informa pensosa della scelta; quella che toglie svelta, né cura tinta e forma. L’una, pur mentre inghiotte, già pensa al dopo, [Continue]

“So che stai leggendo questa poesia tardi, prima di lasciare il tuo ufficio con l’unico lampione giallo e una finestra che rabbuia nella spossatezza di un edificio dissolto nella quiete quando l’ora di punta è da molto passata. So che stai leggendo questa poesia in piedi, in una libreria lontano dall’oceano in un giorno grigio [Continue]

NATALE di Giuseppe Ungaretti 1916 Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade Ho tanta stanchezza sulle spalle Lasciatemi così come una cosa posata in un angolo e dimenticata Qui non si sente altro che il caldo buono Sto con le quattro capriole di fumo del focolare  

Perché si parla soltanto di capelli canuti e di saggezza? Quando si va spegnendo l’arbusto della vita, le esperienze non hanno valore. Del resto non ne hanno mai avuto. Dopo la grandinata delle tombe la colonna fu scagliata in alto con irruenza e quattro poeti di stato appoggiarono il dorso alla sua pesantezza, per scriver [Continue]

… “in compenso ho rughe nuove tra occhi e labbra allora forse sono esistita anche io ai piedi del mondo allora, forse, ho trascorso i giorni li ho messi in spalla gli anni non ho sognato tutte quelle ore che quasi non ricordo” __Fabrizia Milia

Heinrich Heine – Crepuscolo . Sulla pallida spiaggia giacevo, solitario dai tristi pensieri. Declinava al tramonto nel mare il sole, gettando sull’acqua vivi sprazzi di porpora ardente; ed i candidi flutti lontani, sospinti dall’alta marea, venivan spumando frusciando più presso, più presso… Uno strano gridare, un brusìo e sibili e murmuri e risa, un sospirare, [Continue]

  E, forse, la vittoria vera su tempo e gravità: passare senza lasciare tracce, senza proiettare ombra sui muri… Forse – con la rinuncia prendere? Cancellarsi da ogni specchio? Come Lermontov al Caucaso, insinuarsi senza turbare le montagne. E, forse, unico diletto: con le dita di Bach sfiorare l’organo senza turbare l’eco. Disfarsi senza lasciare [Continue]

Juan Vicente Piqueras Vigilia di restare   Tutto è pronto: la valigia, le camicie, le mappe, la vana speranza. Tolgo la polvere dalle palpebre. Ho messo all’occhiello la rosa dei venti. Tutto è a posto: il mare, l’aria, l’atlante. Mi manca solo il quando, il dove, un diario di bordo, carte delle maree, venti a [Continue]

LA PAROLA MADRE, NOME LUSTRALE E DESUETO Alle madri con le mani indaffarate, che ti accarezzano con gli occhi Alle madri leggere, passano tra le aiole senza offendere un fiore, madri di vento nel fresco della notte, che come il vento sanno d’erba e mare Alle madri che non sanno ballare ma conoscono il tempo [Continue]