Category: poesie

Anche quest’anno andrai per violette lungo le prode, nel febbraio acerbo. Quelle pallide, sai: che han tanto freddo, ma spuntano lo stesso, appena sciolte l’ultime nevi; e fra uno scroscio e un raggio ti dicono: «Domani è primavera.» Ogni anno ti confidi al tuo tremante cuore: «È finita», e pensi: «Non andrò per violette, non [Continue]

LA CASA DEI DOGANIERI

(Le Occasioni) Tu non ricordi la casa dei doganieri sul rialzo a strapiombo sulla scogliera: desolata t’attende dalla sera in cui v’entrò lo sciame dei tuoi pensieri e vi sostò irrequieto. Libeccio sferza da anni le vecchie mura e il suono del tuo riso non è più lieto: la bussola va impazzita all’avventura e il [Continue]

Taci anima mia. Son questi i tristi giorni in cui senza volontà si vive, i giorni dell’attesa disperata. Come l’albero ignudo a mezzo inverno che s’attriste nella deserta corte io non credo di mettere più foglie e dubito d’averle messe mai. Andando per la strada così solo tra la gente che m’urta e non mi vede mi pare d’esser da me stesso assente. E m’accalco ad udire dov’è ressa sosto dalle vetrine abbarbagliato e mi volto al frusciare d’ogni gonna. Per la voce d’un cantastorie cieco per l’improvviso lampo d’una nuca mi sgocciolano dagli occhi sciocche lacrime mi s’accendon negli occhi cupidigie. Chè tutta la mia vita è nei miei occhi: ogni cosa che passa la commuove come debola vento un’acqua morta. Io son come uno specchio rassegnato che riflette ogni cosa per la via. In me stesso non guardo perché nulla vi troverei…

Taci anima mia. Son questi i tristi giorni in cui senza volontà si vive, i giorni dell’attesa disperata. Come l’albero ignudo a mezzo inverno che s’attriste nella deserta corte io non credo di mettere più foglie e dubito d’averle messe mai. Andando per la strada così solo tra la gente che m’urta e non mi [Continue]

un vecchio

UN VECCHIO Interno di caffè. Frastuono. A un tavolino siede appartato un vecchio. È tutto chino, con un giornale avanti a sé, nessuna compagnia. E pensa, nella triste vecchiezza avvilita, a quanto poco egli godé la vita quando aveva bellezza, facondia, e vigoria. Sa ch’è invecchiato molto: lo sente, lo vede. Ma il tempo ch’era [Continue]

La porta è socchiusa

“La porta è socchiusa” di Anna Achmàtova La porta è socchiusa, dolce respiro dei tigli… Sul tavolo, dimenticati, un frustino ed un guanto. Giallo cerchio del lume… Tendo l’orecchio ai fruscii. Perché sei andato via? Non comprendo… Luminoso e lieto domani sarà il mattino. Questa vita è stupenda, sii dunque saggio, cuore. Tu sei prostrato, [Continue]

Io ero solamente ciò che tu toccavi,

Io ero solamente ciò che tu toccavi, quello su cui – notte fonda, corvina – la fronte reclinavi tu. Io ero solamente ciò che tu là in basso distinguevi: sembiante vago, prima, e poi molto più tardi, tratti. Sei tu ardente, che sussurrando hai creato la conchiglia dell’udito a destra, a manca, là, qui. Tu [Continue]

Ode alla notte

Vieni, Notte antichissima e identica, Notte Regina nata detronizzata, Notte internamente uguale al silenzio, Notte con le stelle, lustrini rapidi sul tuo vestito frangiato di Infinito. Vieni vagamente, vieni lievemente, vieni sola, solenne, con le mani cadute lungo i fianchi, vieni e porta i lontani monti a ridosso degli alberi vicini, fondi in un campo [Continue]

“Verso il mare della dimenticanza”

  Iosif Aleksandrovič Brodskij Non è necessario che tu mi ascolti, non è importante che tu senta le mie parole, no, non è importante, ma io ti scrivo lo stesso (eppure sapessi com’è strano, per me, scriverti di nuovo, com’è bizzarro rivivere un addio…) Ciao, sono io che entro nel tuo silenzio.   Che vuoi [Continue]

“La solitudine” di Pier Paolo Pasolini

“La solitudine” di Pier Paolo Pasolini Bisogna essere molto forti per amare la solitudine; bisogna avere buone gambe e una resistenza fuori dal comune; non si deve rischiare raffreddore, influenza e mal di gola; non si devono temere rapinatori o assassini; se tocca camminare per tutto il pomeriggio o magari per tutta la sera bisogna [Continue]