tortino ai fiocchi d’avena con ricotta, spinaci e parmigiano

tortino ai fiocchi d’avena con ricotta, spinaci e parmigiano

 

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Ingredienti (per 6-7 tortini)

Per i tortini

– 250 g di fiocchi di avena
– 300 g di spinaci
– 200 g di ricotta
– 1 uovo
– 3 cucchiai di Parmigiano Reggiano
– Pane grattugiato q.b.
– Olio extra vergine di oliva q.b.
– Sale e pepe

Per la decorazione

– 3 cucchiai di ricotta
– 1 cucchiaio di Parmigiano Reggiano
– 1 bustina di zafferano

Preparazione

Per i tortini

Ponete i fiocchi d’avena in 1/4 di litro d’acqua, lasciandoli in ammollo finché saranno aumentati di volume (circa 30 minuti)
Scolate i fiocchi d’avena, strizzate il liquido in eccesso e aggiungete l’uovo, il Parmigiano, il sale e il pepe.
Aggiungete al composto gli spinaci – precedentemente lessati in acqua salata – e la ricotta.
Mettete il composto ottenuto nei pirottini di alluminio, spennellati con olio extra vergine di oliva e cosparsi di pane grattugiato.
Infornate nel forno preriscaldato a 180° per 15-20 minuti.

polenta e fontina

Ingredienti

  • Farina di mais 350 g
  • Fontina 300 g
  • Latte 6 dl
  • Burro 50 g
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.

Preparazione

  1.   Preparate la polenta con la farina di mais, il latte, 6 dl d’acqua e un pizzico di sale.
  2.   A cottura ultimata, togliete il paiolo dal fuoco e amalgamate alla polenta il burro ridotto a pezzetti. Versatela quindi su un tagliere di legno e lasciate che si raffreddi per 30 minuti.
  3.   Private la fontina della crosta e riducetela a lamelle. Tagliate la polenta ormai fredda in grosse fette. Imburrate una pirofila, disponetevi i pezzi di polenta e copriteli con la fontina. Formate in questo modo più strati, facendo in modo di terminare con la polenta.
  4.   Mettete il recipiente nel forno già caldo a 220 °C per 15-20 minuti. Sfornate e servite caldo.

 

https://www.buonissimo.org/

“Solitudine”

La solitudine è come la pioggia.
Si alza dal mare verso sera;
dalle pianure lontane, distanti,
sale verso il cielo a cui da sempre appartiene.
E proprio dal cielo ricade sulla città.

Piove quaggiù nelle ore crepuscolari,
allorché tutti i vicoli si volgono verso il mattino
e i corpi, che nulla hanno trovato,
delusi e affranti si lasciano l’un l’altro;
e persone che si odiano a vicenda
sono costrette a dormire insieme in un letto unico:

è allora che la solitudine scorre insieme ai fiumi.

Rainer Maria Rilke

 

  • Oscar Wilde, A mia moglie
    E quando il vento invernale raggeli / La terra disamorata / Esso bisbiglierà del giardino /
  • E tu capirai.

 

Era come dicevano,
un giorno avremmo avuto la vita alle spalle
e tu m’avresti detto: “non sono più giovane”.
E io t’avrei risposto soltanto guardandoti
per difendere te, amore mio,
da chi senza rimedio
ci porta insieme via. Come ti guardo
ora, come ti chiedo,
ora che sei di tutto
non so se domanda o sentenza
o giudizio, mia sola
anima che mi tremi
a questo primo buio.
Franco Fortini
da “Una volta per sempre”,

UN MINUTO DI SILENZIO PER LUDWIKA WAWRZYNSKA

E tu dove vai,
là ormai non c’è che fumo e fiamme!
− Là ci sono quattro bambini d’altri,
vado a prenderli!

Ma come,
disabituarsi così d’improvviso
a se stessi?
al succedersi del giorno e della notte?
alle nevi dell’anno prossimo?
al rosso delle mele?
al rimpianto per l’amore,
che non basta mai?

Senza salutare, non salutata
in aiuto ai bambini corre, s’affanna,
guardate, li porta fuori tra le braccia,
nel fuoco quasi a metà sprofondata,
i capelli in un alone di fiamma.

E voleva comprare un biglietto,
andarsene via per un po’,
scrivere una lettera,
spalancare la finestra dopo la pioggia,
aprire un sentiero nel bosco,
stupirsi delle formiche,
guardare il lago
increspato dal vento.

Il minuto di silenzio per i morti
a volte dura fino a notte fonda.

Sono testimone oculare
del volo delle nubi e degli uccelli,
sento crescere l’erba
e so darle un nome,
ho decifrato milioni
di caratteri a stampa,
ho seguito con il telescopio
stelle bizzarre,
solo che nessuno finora
mi ha chiamato in aiuto
e se rimpiangessi
una foglia, un vestito, un verso −

Conosciamo noi stessi solo fin dove
siamo stati messi alla prova.
Ve lo dico
dal mio cuore sconosciuto.

Wisława Szymborska, da “Appello allo Yeti” (1957), Libri Scheiwiller, 2009

L FUTURO

E so molto bene che non ci sarai.
Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il “tutto completo” delle sotterranee,
nei libri prestati e nell’arrivederci a domani.

Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
nè ci sarai in un numero di telefono
o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.
Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all’angolo della strada mi fermerò,
a quell’angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono
e mangerò le cose che si mangiano
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
nè qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,
nè la fuori, in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò, penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te.

Julio Cortazár


EL FUTURO

Y sé muy bien que no estarás.
No estarás en la calle,
en el murmullo que brota de noche
de los postes de alumbrado,
ni en el gesto de elegir el menú,
ni en la sonrisa que alivia
los completos de los subtes,
ni en los libros prestados
ni en el hasta mañana.

No estarás en mis sueños,
en el destino original
de mis palabras,
ni en una cifra telefónica estarás
o en el color de un par de guantes
o una blusa.
Me enojaré amor mío,
sin que sea por ti,
y compraré bombones
pero no para ti,
me pararé en la esquina
a la que no vendrás,
y diré las palabras que se dicen
y comeré las cosas que se comen
y soñaré las cosas que se sueñan
y sé muy bien que no estarás,
ni aquí adentro, la cárcel
donde aún te retengo,
ni allí fuera, este río de calles
y de puentes.
No estarás para nada,
no serás ni recuerdo,
y cuando piense en ti
pensaré un pensamiento
que oscuramente
trata de acordarse de ti.