Non sto pensando a niente,

Non sto pensando a niente,
e questa cosa centrale, che a sua volta non è niente,
mi è gradita come l’aria notturna,
fresca in confronto all’estate calda del giorno.

Che bello, non sto pensando a niente!

Non pensare a niente
è avere l’anima propria e intera.
Non pensare a niente
è vivere intimamente
il flusso e riflusso della vita…
Non sto pensando a niente.
È come se mi fossi appoggiato male.
Un dolore nella schiena o sul fianco,
un sapore amaro nella bocca della mia anima:
perché, in fin dei conti,
non sto pensando a niente,
ma proprio a niente,
a niente

 

Pessoa.

speranze

 

«Nel bel mezzo dell’odio,
ho trovato che c’era, dentro di me, un invincibile amore.
Nel bel mezzo delle lacrime,
ho trovato che c’era, dentro di me, un invincibile sorriso.
Nel bel mezzo del caos,
ho trovato che c’era, dentro di me, un’invincibile calma.
Nel bel mezzo dell’inverno,
ho infine imparato che vi era in me un’invincibile estate.
E che ciò mi rende felice.
Perché afferma che non importa quanto duramente il mondo vada contro di me,
in me c’è qualcosa di più forte,
qualcosa di migliore che mi spinge subito indietro».

Albert Camus.

 

 

 

Un giorno tu ti sveglierai
e vedrai una bella giornata.
Ci sarà il sole,
e tutto sarà nuovo,
cambiato, limpido.
Quello che prima ti sembrava impossibile
diventerà semplice, normale.
Non ci credi? Io sono sicuro.
E presto. Anche domani.
Fedor Dostoevskij

Pancarré in carrozza al forno con prosciutto e mozzarella

Ingredienti

  • 12 fettePancarré
  • 200 gProsciutto cotto
  • 250 gMozzarella
  • 3Uova
  • 2 cucchiaiLatte
  • q.b.Pangrattato

Preparazione

  1.  

    Tagliamo a fettine sottili la mozzarella e mettiamola in un setaccio a scolare il siero in eccesso.

    Prepariamo due piatti in cui metteremo, rispettivamente, le uova sbattute col latte ed il pangrattato. Foderiamo una teglia con carta forno e accendiamo il forno a 200*.

    Prendiamo le 12 fette di pancarré e, una per volta, bagniamole nell’uovo, solo su un lato (o spennelliamole soltanto, se si tratta di pancarrè acquistato); poi passiamole ben bene nel pangrattato e appoggiamole nella teglia foderata di carta forno, con la parte asciutta rivolta verso di noi.

    Sulla parte asciutta di 6 fette di pancarré appoggeremo fettine di mozzarella e prosciutto.  Ricopriamole con le altre 6 fette, premendo leggermente con le mani. Prendiamo i “sandwiches” cosi formati e bagniamoli solo lungo i bordi, prima nell’uovo e poi nel pangrattato per sigillare il ripieno.

    Rimettiamo i sandwiches di pancarrè in carrozza con prosciutto e mozzarella nella teglia ed inforniamoli per 15 minuti circa, a metà altezza. Dopo 10 minuti giriamoli per farli cuocere su entrambi i lati. Non appena divengono dorati, sforniamoli e facciamoli riposare un minuto, prima di servirli.

Il rimedio migliore quando si è tristi

“Nulla è in regalo” di Wisława Szymborska

 

Nulla è in regalo, tutto è in prestito.
Sono indebitata fino al collo.
Sarò costretta a pagare per me 
con me stessa,
a rendere la vita in cambio della vita.
E' cosi che stanno le cose,
il cuore va reso
e il fegato va reso
e ogni singolo dito.
E' troppo tardi per impugnare il contratto.
Quanto devo
mi sarà tolto con la pelle.
Me ne vado per il mondo
tra una folla di altri debitori.
Su alcuni grava l'obbligo
di pagare le ali.
altri dovranno, per amore o per forza,
rendere conto delle foglie.
Nella colonna dare 
ogni tessuto che è in noi.
Non un ciglio, non un peduncolo
da conservare per sempre.
L'inventario è preciso
e a quanto pare
ci toccherà restare con niente.
Non riesco a ricordare
dove, quando e perché
ho permesso di aprirmi 
quel conto.
Chiamiamo anima 
la protesta contro di esso.
E questa è l'unica cosa
che non c'è nell'inventario.

Se ci fosse qualcuno…

Se ci fosse qualcuno. Qualcuno. Almeno uno. Almeno. Per camminare insieme, per parlare insieme, per giocare insieme. Se non si fosse soli, così soli. Se non si fosse i soli a morire in questa città. Se ci fosse qualcuno, uno
almeno, almeno un altro. Per avere meno paura.
Per avere paura insieme.

 

Ernst Ludwig Kirchner

cicoria surgelata

Versate il contenuto della confezione in una pentola diacqua bollente salata e cuocete per 10 minuti. Una volta scongelata, asciugate le foglie verdi e poi utilizzatele come preferite: potete tagliarle a pezzetti e gustarle crude in insalata, o meglio ancora cuocerle per usarle in altre ricette.

In alternativa potete cuocere la cicoria surgelata in padella. Potete stufarla senza condimento con mezzo bicchiere d’acqua, oppure insaporirla con 4 cucchiai d’olio o 30 g di burro e uno spicchio d’aglio. Coprite con un coperchio per agevolare la cottura e cuocete 15 minuti.

LE COSE

Le monete, il bastone, il portachiavi,
la pronta serratura, i tardi appunti
che non potranno leggere i miei scarsi
giorni, le carte da gioco e la scacchiera,
un libro e tra le pagine appassita
la viola, monumento d’una sera
di certo inobliabile e obliata,
il rosso specchio a occidente in cui arde
illusoria un’aurora. Quante cose,
atlanti, lime, soglie, coppe, chiodi,
ci servono come taciti schiavi,
senza sguardo, stranamente segrete!
Dureranno piú in là del nostro oblio;
non sapran mai che ce ne siamo andati.
Jorge Luis Borges, da “Elogio dell’ombra”,

 

“La cosa migliore da fare quando si è tristi”, replicò Merlino, cominciando a soffiare e sbuffare, “è imparare qualcosa. È l’unica cosa che non fallisce mai. Puoi essere invecchiato, con il tuo corpo tremolante e indebolito, puoi passare notti insonni ad ascoltare la malattia che prende le tue vene, puoi perdere il tuo solo amore, puoi vedere il mondo attorno a te devastato da lunatici maligni, o sapere che il tuo onore è calpestato nelle fogne delle menti più vili. C’è solo una cosa che tu possa fare per questo: imparare. Impara perché il mondo si muove, e cosa lo muove. Questa è l’unica cosa di cui la mente non si stancherà mai, non si alienerà mai, non ne sarà mai torturata, né spaventata o intimidita, né sognerà mai di pentirsene. Imparare è l’unica cosa per te. Guarda quante cose ci sono da imparare”.

[T. H. White]