19 marzo

La morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.

Henry Scott Holland

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Buongiorno alle persone sole che hanno bisogno di amore, tenerezza, di uno sguardo, di un abbraccio più ancora che dell’aria che respirano, ma non vogliono elemosinare amore a nessuno, perché al primo posto mettono la loro dignità.
Buongiorno alle persone che fanno tutto con la massima serietà,
ma non si prendono mai troppo sul serio. Che nonostante valgano molto, hanno l’umiltà di dimostrare ogni giorno a se stessi e agli altri ciò che valgono. E cercano di imparare da chiunque.
Buongiorno alle persone che fanno volontariato per fare del bene agli altri, disinteressatamente, evitando palcoscenici e riflettori e non si aspettano altra ricompensa che la gioia di averlo fatto.
Buongiorno a tutti, ma proprio a tutti, nessuno escluso.
Con un sorriso…”
Agostino Degas

SI FA NOTTE PRESTO

 

Adesso sto sempre in casa
e sposto carte o guardo
oltre i vetri della finestra
le mandorle secche attaccate ai rami
che arrivano fino quassù
e sembrano pendagli alle orecchie
di gente che non c’è più.

O sto seduto su una sedia
vicino al camino
e si fa notte presto
con la luce che cade dietro le montagne
e io vado a letto con la voglia di sognare
i giorni che nevicava a Mosca,
e io ero innamorato.

Antonio Guerra

insalata di avena, salmone e ravanelli.

120 g di avena decorticata
• 1 mazzetto di ravanelli con le foglie
• 120 g di salmone affumicato
• 1 limone non trattato
• 1 dl di panna fresca
• sale
• pepe nero

 

 

 

 

Per realizzare l’insalata di avena, salmone e ravanelli sciacquate ripetutamente l’avena in acqua fredda quindi lasciatela a mollo in una ciotola con mezzo litro di acqua per 12 ore. Trascorso questo tempo trasferitela in una pentola con la sua acqua, portate a ebollizione, quindi coprite, abbassate la fiamma e cuocetela coperta per circa 50 minuti o comunque fino a che il liquido sarà assorbito e il cereale morbido. Scolate l’avena da eventuale acqua residua e lasciatela raffreddare. Separate i ravanelli dalle foglie, lavate molto bene queste ultime e scottatele per un minuto in acqua salata bollente. Scolatele, strizzatele e tritatele finemente. Lavate i ravanelli e tagliateli a dadini piccolissimi.

2

Lavate il limone, prelevate la scorza con un rigalimoni e tenetela da parte. Spremetene il succo e filtratelo. In una ciotola mescolate la panna con il succo di limone fino a che si addensa, unite una presa di sale e una macinata di pepe nero.

 

 

 

3

Condite l’avena con la panna acida, unitevi quindi la dadolata di ravanello e le foglie tritate mescolando bene e con delicatezza.

4

Trasferite il tutto su un piatto da portata e disponetevi sopra le fettine di salmone affumicato. Completate con la scorza di limone, una spolverata di pepe macinato al momento e servite subito l’insalata di avena, salmone e ravanelli.

 

 

 

 

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√« La vita è un viaggio sperimentale fatto involontariamente. È un viaggio dello spirito attraverso la materia, e poiché è lo spirito che viaggia, è in esso che noi viviamo. Ci sono perciò anime contemplative che hanno vissuto più intensamente, più largamente, più tumultuosamente di altre che hanno vissuto la vita esterna. Conta il risultato. Ciò che abbiamo sentito è ciò che abbiamo vissuto. Si ritorna stanchi da un sogno come da un lavoro reale. Non si è mai vissuto tanto come quando si è pensato molto. » F. Pessoa, Il “Libro dell’Inquietudine”,1982

fiocchi d’avena

Ingredienti

  • Una tazza colma di avena
  • 3 tazze di acqua
  • 1 pizzico di sale

Preparazione:

  1. L’avena va fatta bollire in acqua cuocendo i fiocchi d’avena a fuoco lento girando di continuo fino a ridurre l’avena in poltiglia.
  2. Sul finire aggiungiamo il pizzico di sale

Da questo momento vivrò senza amore

 

Da questo momento vivrò senza amore.
Libera dal telefono e dal caso.
Non soffrirò. Non avrò dolore né desiderio.
Sarò vento imbrigliato, ruscello di ghiaccio.

Non pallida per la notte insonne –
ma non più ardente il mio volto.
Non immersa in abissi di dolore –
ma non più verso il cielo in volo.
Non più cattiverie – ma nemmeno
gesti di apertura infinita.
Non più tenebre negli occhi, ma lontano
per me non s’aprirà l’ orizzonte intero.

Non aspetterò più, sfinita, la sera –
ma l’alba non sorgerà per me.
Non mi inchioderà, gelida, una parola –
ma il fuoco lento non mi arderà.
Non piangerò sulla crudele spalla –
ma non riderò più a cuore aperto.
Non morrò solo per uno sguardo –
ma non vivrò realmente mai .

 

Blaga Dimitrova